Cerimonia al Quirinale per la festa del primo maggio

La delegazione del CeSAF Maestri del lavoro in prima fila alla festa del primo maggio nella sala dei Corazzieri del Quirinale, Guidati dal presidente Mauro Nemesio Rossi erano presenti il segretario Giovanni Izzo, il responsabile dei corsi sicurezza sul lavoro Angelo Iovinella, il dirigente Luigi Ottaiano ed il mdl Franco Amato. Contati sono stai presi con il  ministro del lavoro Giuliano Poletti e con le segretaria della presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.

Incommentabile  per pochezza di contenuto l’intervento del presidente della federazione Maestri del lavoro, mentre  un buon intervento è stato quello del presidente dell’ANLA Antonio Zappi. di seguito riportiamo qualche osservazione sul discorso del presidente dei Cavalieri del lavoro  Antonio D’ Amato 

“La Festa del Lavoro è soprattutto l’opportunità per riaffermare la centralità del lavoro nelle scelte di politica economica, sociale ed istituzionale del Paese”. così ha esordito Antonio D’Amato.

 D’Amato ha fotografato la situazione occupazionale in Italia: “Un Paese – ha detto – che continua ad avere fame di lavoro, di buoni posti di lavoro e che continua ad avere un tasso di occupazione del 57%. Una percentuale tristemente identica a quella che registravamo nel 2000, ben 17 anni fa, quando a Lisbona i Paesi europei avevano individuato nel 75% di occupazione l’obiettivo minimo da realizzare entro il 2020 per garantire la coesione politica, sociale ed istituzionale necessaria per la stabilità della costruzione europea”.

L’attenzione del Presidente dei Cavalieri del Lavoro è stata rivolta in particolare alle regioni del Mezzogiorno, dove “l’occupazione dei giovani e delle donne tocca a stento, in alcuni casi, il 16%”. Un dato allarmante che fa emergere con forza il divario che esiste, in Italia, tra generazioni e tra territori e che apre la forbice con i partner europei.

“L’Italia deve fare i conti non solo con il suo stock di debito pubblico, ma anche con il suo enorme stock di inefficienza, di ritardi e di mancanza di competitività”, ha osservato D’Amato, snocciolando i dati sull’incremento della produttività oraria registrati nel periodo 2000-2016: mentre in Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna cresceva tra il 15 e il 20%, in Italia è rimasta al di sotto dell’1%.

“Se per riprendere gli investimenti pubblici e aprire una nuova stagione di politiche espansive coerenti con l’Europa che vogliamo costruire dobbiamo essere credibili con riforme vere e strutturali, per rilanciare gli investimenti privati – ha aggiunto – dobbiamo affrontare in maniera definitiva il nodo della crisi di competitività di sistema, del crollo della produttività e del troppo alto costo del lavoro per unità di prodotto che oramai ci pone al di fuori ogni mercato”.

“Noi Cavalieri del Lavoro – ha concluso D’Amato –  non ci rassegniamo a una prospettiva di declino. Creare lavoro è un impegno costituzionale vivo e attuale. Ed è un impegno che sentiamo come parte integrante del nostro modo di essere e di operare”.

 

 

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l “Centro Studi e Alta Formazione Maestri del Lavoro d’Italia” in sigla “CeSAF MAESTRI DEL LAVORO” su iniziativa dei Soci fondatori, è legalmente costituito in Ente culturale autonomo, senza scopo di lucro. Esso cura e promuove lo studio e la formazione dei Maestri del Lavoro aderenti e degli Affiliati laici intesi come coloro che, pur non essendo in possesso della Stella al Merito, ne perseguono gli stessi fini quali: curare e promuovere lo studio e la formazione dei Maestri del Lavoro per far meglio espletare il loro compito sociale volto a favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e a diffondere i sani principi a esso connessi, così come richiesto dal decreto del ministero del lavoro firmato dal presidente della repubblica per l’assegnazione della Stella al Merito ai lavoratori che si siano prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni nell’attività professionale.

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