Le api sanno contare

di ANNA LISA BONFRANCESCHI

Sono capaci di svolgere semplici addizioni e sottrazioni, se allenate, mostrando un’abilità, quella numerica, che richiede tanto il lavoro della memoria a lungo quanto quella a breve termine. Lo studio su Science Advances

HANNO un cervello in miniatura, ci separano da loro 400 milioni di anni di evoluzione, eppure anche le api, nel loro piccolo, sanno far di conto. Questi piccoli e preziosi insetti mostrano infatti una cognizione numerica tale per cui, alla prova dei fatti, sono capaci di svolgere semplici (si fa per dire) operazioni di addizione e sottrazione. Un’abilità, quella di maneggiare concetti numerici, discussa tra gli addetti ai lavori, che si interrogano da tempo su quanto sia diffusa nel regno animale. La scoperta delle abilità matematiche delle api è raccontata sulle pagine di Science Advances.
 
•LE API CONOSCONO LO ZERO
Non si tratta di una scoperta del tutto inattesa. L’idea di indagare più a fondo le abilità matematiche delle api prende spunto da alcuni studi fatti in precedenza dallo stesso team di ricercatori, che aveva scoperto come le api sono in grado di comprendere concetti di numerosità (intesi come maggiore di o minore di) e dello zero. Più in generale, si è chiesto il gruppo guidato da Scarlett R. Howard del Bio-inspired Digital Sensing (BIDS) della RMIT University di Melbourne, le api, che discriminano tra destra e sinistra, sopra o sotto, più grande e più piccolo, possono svolgere addizioni e sottrazioni come gli oranghi, i piccioni, i pulcini o persino i ragni? Se il loro minuscolo cervello è in grado di comprendere un concetto astratto come lo zero, forse non son così lontani dal sapere svolgere qualche operazione semplice. Semplice per modo di dire, perché svolgere addizioni e sottrazioni richiede capacità astratta di maneggiare i numeri, e abilità di memoria a breve e lungo termine.
 
•A LEZIONE DI ARITMETICA
Per scoprirlo i ricercatori osservato il comportamento di alcune api (14 esemplari di Apis mellifera), cercando di capire quanto fossero capaci di usare i colori come rappresentazioni simboliche di addizioni e sottrazioni. Per farlo hanno allenato gli insetti in un apparato a forma di Y: all’ingresso veniva presentato loro un disegno con delle forme blu o gialle, in quantità diverse. Il blu era associato a operazioni di addizioni, il giallo a sottrazioni. Nei due bracci della Y venivano presentati altri disegni con forme in quantità diverse, una contenente la risposta giusta (maggiore o minore di uno a seconda che il colore fosse blu o giallo) e una sbagliata (con un numero diverso), come mostrato nel disegno. Di fatto gli insetti venivano istruiti a fare + 1 di fronte a stimoli blu, e -1 di fronte a stimoli gialli.
 
Le api sono state allenate a imparare nel corso di un centinaio di test, aiutate nell’apprendimento con la ricompensa di soluzioni zuccherine in caso di risposta corretta e soluzioni amare in caso di risposte sbagliate.
 
•LE API SANNO FAR DI CONTO
Una volta allenate le api, i ricercatori hanno cercato di capire se quanto appreso fosse davvero approssimabile a una capacità di cognizione numerica. Per farlo hanno ripetuto il test quattro volte, stavolta però mostrando alle api come input iniziale rappresentazioni colorate con tre forme: il concetto di numero tre durante la fase di apprendimento non era mai stato mostrato, così come le forme, del tutto nuove agli occhi delle api. Se avessero risposto correttamente (scegliendo per esempio il braccio con 4 oggetti mostrati o 3, rispettivamente in caso di addizione e sottrazione) i ricercatori avrebbero avuto indizi sul fatto che effettivamente le operazioni erano state apprese dalle api. E così è stato: alla prova dei fatti le api sceglievano la risposta corretta dal 60 al 75% dei casi, più spesso cioè di quanto ci si attenderebbe sulla base del caso, spiegano i ricercatori.
 
•I SEGRETI DELLA MATEMATICA
Quanto osservato sembrerebbe suggerire come cervelli grandi e complessi come quelli dei primati non siano sempre necessari per svolgere operazioni aritmetiche, se anche un ape ci riesce. E se, continuano i ricercatori, far di conto per le api potrebbe sembrare un’abilità quasi superflua nel loro ambiente naturale, i meccanismi che si celano dietro le capacità aritmetiche non lo sono. L’abilità degli insetti infatti di acquisire e manipolare all’occorrenza nozioni apprese in passato potrebbe per esempio rivelarsi utile nella scelta di quali tratti di fiori, come forma e colore, possono fornire buon cibo. “Quanto abbiamo osservato mostra che la comprensione complessa di simbolici matematici come un linguaggio è qualcosa che molti cervelli probabilmente possono fare – conclude Howard – e questo ci aiuta a capire come molte culture umane indipendentemente abbiano sviluppato abilità matematiche”.

 

da Repubblica scienze del 7 febbraio 2019

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